Età adulta

A causa delle ristrette risorse finanziarie della famiglia, sopratutto in seguito alla morte di suo padre nel 1951, Elise cercherà di compiere qualche lavoro manuale in casa sua. Questi lavori dipendevano dall’ offerta di lavoro locale. Si trattava in un primo tempo di assemblare delle scope. Non potendo continuare quel lavoro troppo faticoso per lei, si mise a cucire dei fazzoletti.

Elise con la sua madre

Elise non poté mai lavorare per troppe ore. Per questo il guadagno fu modesto. Lei visse da sola, con sua madre, dopo che il fratello partì di casa. Vennero, di conseguenza, a sperimentare una certa povertà: ebbero pochi soldi per una grande casa. La madre, Marie, soffrirà molto per questa situazione, lei che da giovane, sposata, aveva conosciuto una vita agiata.

Guidata e sostenuta dalla sua fede, Elise condurrà una vita semplice, tutta dedita all’amore di Dio e delle persone. Si occupò sopratutto del catechismo, del gruppo delle ragazze, del legame con le giovani famiglie. Assisteva alla messa tutti i giorni (non sarà così verso la fine della sua vita), recitava il rosario, presenziava alla Via Crucis. La popolazione del villaggio constatava la sua pietà, il suo buon cuore, il sorriso sempre presente.

Elise sarà per tre volte madrina. La prima figlioccia era d’una famiglia povera del villaggio; la seconda d’un villaggio accanto; la terza, la prima nipotina. La prima delle figliocce, Andrée R., fece questa testimonianza nel 2014:

“Eravamo insieme ogni sabato pomeriggio. Andavo allora con la mia madrina a preparare la chiesa per la messa della domenica mattina, celebrata da don André Général, parrocco di Mailly. Poi, le domeniche, alla Messa, cantavamo nella cappella laterale. Facevamo insieme anche la Via Crucis.’