“Fra qualche tempo (qualche anno forse) penso che si farà un libretto:

UNA SANTA DI CASA NOSTRA”

Don Girard, parrocco nel 1964

La causa di beatificazione

Riassunto

La fama di santità

Ciò che è molto significativo nelle ricerche su Elise è stata la lenta ma sicura scoperta della fama di santità di cui godeva al momento della sua morte. Nelle case delle persone anziane questa reputazione è ancora vivente. Il punto di partenza delle ricerche non fu quindi quello di verificare la sua santità; essa si è scoperta con il passare del tempo.

I segni

Il secondo punto sorprendente fu, e lo rimane tuttora, l’arrivo di testimonianze e di oggetti su Elise; tutto ciò finì col formare una documentazione inaspettata, visto il tempo che ormai ci separa dalla morte di Elise. Senza alcuna pretesa di risalire al tempo di una signorina malata del villaggio, questo lasso di tempo perduto è stato recuperato dalla generosità generale delle persone che hanno accettato di far rivivere il sorriso raggiante di Elise.

La decisione

Dopo lo stupore e la gioia della parrocchia, è stato l’ arcivescovo stesso della diocesi di Sens-Auxerre, Monsignor Hervé Giraud, a trovare in Elise una sorgente di incoraggiamento e di gioia per la Chiesa di oggi. Egli decide nel settembre del 2015 di iniziare la causa sulle virtù eroiche di Elise, così denominata, secondo i canoni della Chiesa, “processo di beatificazione”.

Apertura della causa

C’é voluta molta pazienza ma questa è stata ripagata. Dopo l’attesa di otto mesi, nel novembre 2016 si é ricevuto la comunicazione favorevole dei vescovi francesi, seguita poi da quella della Congregazione dei Santi nel febbraio del 2017. L’inchiesta si é ufficialmente aperta nella chiesa di Mailly-le-Château il primo maggio 2017. Una gioia profonda ha ormai invaso la parrocchia. E Elise continua a stupire, facendo arrivare nuovi documenti nelle mani dei postulatori.

La beatificazione sul sito della diocesi

“Ho conosciuto bene Elise. Preparava i bambini alla prima comunione. Il ricordo che mi rimasto di lei è quello di una santa. Ho ammirato le poesie di Elise, piene di amore e ancor più di umiltà… questa buona Elise.”
Jean-Claude D.

Gli inizi

Dicembre 2006. La storia della riscoperta di Elise inizia così semplicemente come semplice era stata Elise: facendo le pulizie della chiesa di Mailly-le-Château per il Natale del 2006. Uno dei testimoni parla allora di lei avendola conosciuta da giovane, e delle poesie da lei composte.

Avendo letto la raccolta delle « Poesie e canti », con la prefazione di Padre Bochin, il viceparrocco è colpito dalla semplicità di Elise, come anche della sua bellezza spirituale. Un primo video montaggio viene realizzato nella primavera del 2007 con i bambini del catechismo; essi leggono la poesia “Cantiamo la gioia”.

E la santità di Elise?

Anche se le persone del villaggio hanno conservato un ricordo profondo della bontà di Elise, ciò che cambiò lo stato delle cose fu un avvenimento accaduto nel 2010. Esso diede una risposta alla questione crescente circa la sua fama di santità. Infatti, nel giugno del 2010, una seconda persona, anch’essa futuro testimone di Elise, suonò alla porta della canonica. Portava con se un articolo di giornale che aveva preziosamente custodito dal maggio 1964. L’articolo racconta i funerali di Elise, precisamente l’omelia tenuta dall’ex-parocco di Mailly-le-Château, don Général. L’articolo inizia con questo titolo: « Una santa di casa nostra ».

I nuovo clero decide allora di commemorare il cinquantesimo anniversario della morte di Elise. Nel 2014 la raccolta delle poesie è stampata e si fa un breve film su Elise di 35 minuti. Il vescovo, all’epoca Monsignor Yves Patenôtre, scrive una belle prefazione, e il film viene mostrato à Mailly-le-Château e a Trucy-sur-Yonne. Tutto va per il meglio. Elise comincia a essere conosciuta al di là della zona locale.

Il periodo dell’anniversario del 2014 apporta anch’esso il suo decisivo contributo. Un giornalista di “L’Yonne Républicaine” scrive un bell’articolo su Elise. L’articolo esce lunedì 28 luglio. L’articolo avrà soprattutto tre conseguenze che nessuno aveva sperato:

1. Il legame con la famiglia di Elise si ripristina.

2. Una figlioccia di Elise scrive alla parrocchia e racconta la sua storia con la sua madrina.

3. La figlia dell’amica intima di Elise prende contatto via internet.

Dopo di ciò Elise non ha smesso di mostrare la sua presenza e il suo incoraggiamento, permettendo l’incredibile scoperta d’una gran parte del suo epistolario.


Per maggiori informazioni sulla storia della riscoperta di Elise consultate la parte delle notizie di questo sito.

La testimonianza del clero

Benché tutte le testimonianze siano importanti, quattro sacerdoti contemporanei di Elise hanno lasciato delle tracce scritte.

Don Générat

Don André Générat divenne il parroco di Mailly-le-Château nel 1941 quando Elise aveva sedici anni. Elise avrà una preferenza per questo sacerdote per tutta la sua vita, ed egli rimase il padre spirituale di Elise anche dopo la sua promozione a parrocco della città di Saint-Florentin nel 1957. A partire da questa data Elise inizia a scrivergli delle lettere. Don Général morirà nel 2001.

Essendo stato chiamato nell’aprile del 1964, dal nuovo parroco di Mailly-le-Château, don Marcel Girard, a presiedere ai funerali di Elise, egli terrà una straordinaria omelia, pronunciando intere citazioni estratte dalle lettere ricevute da Elise. Tutti i presenti furono colpiti dalla bellezza delle parole.

Nel giugno del 2016, contro ogni aspettativa, queste lettere sono riscoperte presso il vescovado dal segretario stesso del vescovo. Un vero miracolo!

Leggere ciò che dice Elise a don Générat

Don Van Ede

Don Van Ede fu parrocco di Châtel-Censoir negli anni precedenti la morte di Elise. È lui che inserì l’omelia di don Générat in prima pagina nel suo giornale parrocchiale nel maggio del 1964.

L’anno seguente don Van Ede scrive un altro articolo con il titolo “Lezione di Lourdes”.
“Conducendo la preghiera dei pellegrini che aspettavano il loro turno alle piscine, fui colpito dal fervore della loro pietà. Pensavo allora che la ragione non può essere che questa: in questo luogo tante anime hanno pregato così bene, a cominciare con la Santa Vergine, Bernadette, e anche Elise Bisschop, santa di casa nostra, che si trovava a Lourdes nel 1962. Vi dò questa poesia da meditare, la quale evoca così bene Lourdes, e che, rivolgendoci alla Vergine Maria, ci fa dire di mettere sulla terra delle nostri parti un po’ di Pace e di Bontà”.
[Segue il canto di Elise “Pellegrinaggio del Rosario a Lourdes”.

Leggere l’intero articolo sui funerali

Don Girard

Don Marcel Girard divenne parrocco di Mailly-le-Château nel 1959 e ne rimase fino al 1967. Fu molto amato dalla popolazione.

Don Girard se ne accorse presto delle qualità di Elise. Da questo fatto, e contrariamente a ciò che chiedeva Elise, egli la lasciò libera di agire in parrocchia senza darle alcuna direttiva.

E’ lo stesso don Girard che, dopo la morte di Elise, proclama dappertutto a proposito di lei : “una santa di casa nostra”. Ne abbiamo la prova in una lettera scritta da lui stesso due settimane dopo la morte di Elise.

Leggere lettera

Il padre Bochin

È lui che scrisse la prefazione, in bello in stile e ricco di informazioni, della prima edizione privata delle poesie di Elise.

Scrive quanto segue :

“Elise si spegneva nell’ospedale di Auxerre dove il suo sorriso era sufficiente a distinguerla fra tutti i malati.
Si notava in quel sorriso che offrì a ciascuno, in ogni giorno della sua vita, la fertile vita ricca di prove. E’ così che l’abbiamo conosciuta ed è così che il suo ricordo resterà nei nostri cuori.”

Per maggiori informazioni consultate la sezione delle “Notizie”.

Leggere tutta la prefazione