Elise e la natura

Elise ebbe un rapporto con la natura che si può definire “prima del peccato originale” cioè imbevuto della ricerca e della contemplazione del Creatore. “Dalla terra a Dio”: tale è il titolo che Elise diede a un capitolo della raccolta. Quel breve titolo esprime la sua volontà: arrivare al Creatore attraverso le cose visibili che Lui ha fatto. In questo modo Elise sta al di sopra dell’ecologia moderna: la contiene e la finalizza.

Elise (la più a destra) con le sue amiche nei campi

In questo modo, nel mondo della campagna dove Elise trascorse tutta la sua vita, nessun animale, fiore o paesaggio poté sfuggire dalla lettura spirituale e istantanea che Elise ne faceva. Leggendo e ammirando l’espressione della Bellezza perfetta, ivi contenuta, il cuore di Elise s’allargava.

Ecco una delle poesie che permette di capire lo slancio spirituale d’Elise a partire dalla realtà naturale:

“Rabbioso, spingendo le nuvole
Il vento di Aprile fa il cattivo…
All’improvviso, in mezzo all’erba
Per sfidarlo, spunta un canto.

Ascolta dunque, alza il capo
Contadino distratto o stanco.
Quando si innalza un’allodola
Si può camminare a fronte bassa?

Il nostro dovere, è vero, esige
Questa fronte inclinata verso il suolo
Almeno, lanciamo ben alta la nostra anima
Come un uccello che prende il volo.

La fiera cadenza del tuo canto
Ci stimola come un appello:
Il nostro cuore con te si slancia
E vibra, teso verso il cielo!

Cantiamo per avere coraggio,
Poiché il Buon Dio è sempre la’:
Lui che sostiene l’allodola,
durante il temporale, Lui ci porterà.

Se spesso la nostra anima si lascia
Prendere dalle cose materiali…
Allodola, tu giovinezza
E slancio, mostragli il cielo!”

Estratti dal “Canto di allodola”